Sanità Comiso e Scicli 03/11/2011 13:43 Notizia letta: 3939 volte

Pronto soccorso di Comiso e Scicli, l'on. Digiacomo porta il caso all'Ars

Se ne parlerà in sesta commissione
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Comiso -  In relazione al dibattito scaturito dalle ultime notizie stampa riguardanti la sanità iblea, ed in particolare la disposizione che vieta il trasporto in ambulanza presso i Pronto Soccorso degli ospedali di Comiso e Scicli, l’on. Pippo Digiacomo torna sull’argomento annunciando una sua iniziativa presso la VI Commissione dell’Ars.
Dichiara l’on. Digiacomo: “La difesa dei Pronto Soccorso di Comiso e Scicli non è una difesa d’ufficio né una sciocca battaglia di campanile condotta sulla pelle dei cittadini: questo non lo diciamo noi, lo dice la società scientifica Timeo – Società Italiana di Medicina Emergenza-Urgenza – che ha conferito al Pronto Soccorso di Comiso il premio “Vito Giustolisi” per avere accelerato i tempi di intervento su infartuati, riportando velocemente alla normalizzazione la circolazione cardiaca. In parole povere, per avere salvato decine e decine di vite umane in pericolo. Oltre a questo, si aggiungano alcune altre decine di migliaia di interventi. Evidentemente nessuno è profeta in patria! Al contrario, da queste parti, anziché chiamare a raccolta istituzioni, operatori, opinione pubblica per illustrare i risultati del potenziamento degli stabilimenti ospedalieri di Comiso e Scicli – si badi bene ospedali con reparti di medicina, chirurgia, etc – arrivano “siluri” che hanno il solo risultato di suscitare confusione, indignare l’opinione pubblica, fare scendere le persone in piazza, minacciare di fatto la salute dei cittadini. Chiederò un urgente audizione presso la Commissione Sanità, della quale sono componente, per analizzare le politiche di rilancio degli ospedali di Comiso e Scicli, il loro stato di attuazione e, in quella sede, verificheremo se a pagare debbano essere queste fondamentali e strategiche strutture sanitarie o l’insipienza e i ritardi di un management veloce nel tagliare e cassare servizi ma alquanto ritardatario nell’implementare ciò che ci è dovuto per legge”.

Redazione
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