Cultura Comiso 29/10/2013 00:40 Notizia letta: 4283 volte

Quanto fa sei per due? La risposta, a Comiso

Una mostra
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Comiso - “Seiperdue”, questo il titolo della raffinata collettiva inaugurata domenica sera presso la sala espositiva Spazio 12 di Comiso, sede dell’omonima associazione culturale.

I numeri in rapporto moltiplicativo fanno riferimento alle due opere con le quali concorre ciascuno dei sei artisti, tutti legati, anzitutto per la matrice biologica, a Comiso. Nino Caruso, Salvo Zingali Catania, Clemente Fava, Luigi Gismondo, Giovanni La Cognata, Luigi Pero: questi i maestri in mostra, alcuni dei quali hanno lasciato la patria casmenea, trasferendosi al di là dell’Isola, come Clemente Fava, oggi attivo a Bologna, altri dei quali hanno mantenuto il proprio studio nella cittadina iblea, come La Cognata, che ha posizionato il luogo fisico della sua creatività nella campagna che cinge Comiso.

Salutata con entusiasmo dal critico Luciano Marziano, introdotta dal maestro Giuseppe Atanasio Elia e curata da Enza Cantelli, la mostra, di sicuro livello, abbraccia essenzialmente due linguaggi dell’arte, la pittura e la scultura, entrambi declinati con gusto in questo spazio piccolo ma interessante della provincia, per le occasioni espositive fino a oggi qui confezionate. Campeggiano nella parete frontale due oli di Giovanni La Cognata, maestro nella interpretazione della figura – occhi, linee, gesti massimamente espressivi – calata in uno spazio volutamente indefinito, che lascia libero respiro agli echi di classicità e alla sensualità corporea della materia pittorica, generosamente profusa in vibranti campiture astratte.

Un senso di mistero accomuna questa pittura alle opere scultoree di Luigi Gismondo, che imprigiona una materia ruvida in cromie ora fredde ora vicine alla terra, sulle quali paiono avere lasciato il segno effetti atmosferici, in un brillio che valorizza l’epidermide dell’opera. Di pari impatto i lavori scultorei di Luigi Pero, che rinuncia a ogni compiacimento estetizzante, a ogni levigatura, in favore di presenze fisiche forti, come rimaste prive dell’ultima finitura, coi segni visibili dello scalpello, che esaltano la peculiarità della fattura e che rimandano a un certo gusto arcaico.

Tutto colore l’opera di Nino Caruso, che declina in un elegante monocromo la tradizione antica della lavorazione della pietra casmenea, in due lavori di una geometrica e compatta solarità. Appunti di viaggio, in senso metaforico, il dittico di Clemente Fava, maestro nell’arte incisoria, che di questo linguaggio porta, alla sua pittura in mostra, l’espressività sintetica della linea, condotta sull’opera come un tracciato emozionale, come una allusione di verità, su un supporto che fa simbolicamente tela un biglietto da viaggio. Bella la materia di base delle opere di Salvo Zingali Catania, che s’inventa sulla tela un dialogo tra astrazione, quella che dispiega nel fondo del quadro in un poetico non-colore, e figurazione, espressa dall’umanità varia con la quale il pittore ha accordato il suo canto.

La Sicilia

Elisa Mandarà
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